5 tendenze che definiscono il mercato IT aziendale di oggi

Qual è la direzione del mer­ca­to IT? 

Dal cam­po dell’intelligenza arti­fi­ciale fino all’edge com­put­ing, il set­tore tec­no­logi­co sta attra­ver­san­do cam­bi­a­men­ti pro­fon­di. Cam­biano le offerte, si evolvono le strate­gie e si ridefinis­cono le pri­or­ità in ter­mi­ni di imple­men­tazione e inves­ti­men­ti. 

Il mer­ca­to IT è in con­tin­ua evoluzione: nuove tec­nolo­gie fan­no la loro com­parsa rap­i­da­mente, men­tre altre, che in pas­sato era­no prevalen­ti, stan­no pro­gres­si­va­mente per­den­do impor­tan­za. In questo sce­nario dinam­i­co, ai CIO (Chief Infor­ma­tion Offi­cer) spet­ta il com­pi­to di restare aggior­nati, val­u­tan­do con atten­zione quali inno­vazioni pos­sano offrire un van­tag­gio com­pet­i­ti­vo e quali, invece, pre­senti­no poten­ziali rischi.

“Ci tro­vi­amo in un momen­to in cui moltepli­ci ten­den­ze, spes­so sovrap­poste, stan­no trasfor­man­do rad­i­cal­mente il set­tore IT”, affer­ma Steven Hall, Chief AI Offi­cer e Pres­i­dente regionale del­la soci­età di con­sulen­za tec­no­log­i­ca ISG.

Anche Rebec­ca Fox, CIO del grup­po di con­sulen­za per la sicurez­za infor­mat­i­ca NCC Group, sot­to­lin­ea il ruo­lo cru­ciale dei CIO. Sec­on­do lei, questi pro­fes­sion­isti han­no l’op­por­tu­nità uni­ca di com­pren­dere la visione d’insieme dell’organizzazione: “È nos­tro com­pi­to guidare la strate­gia, influen­zare le scelte e ottenere risul­tati con­creti”, spie­ga Fox. “Per rius­cir­ci, dob­bi­amo essere pre­sen­ti, costru­ire relazioni di fidu­cia e guidare con chiarez­za e deter­mi­nazione.”

Per avere una visione chiara dei cam­bi­a­men­ti in atto, ecco le cinque prin­ci­pali ten­den­ze che stan­no plas­man­do il futuro del mer­ca­to IT nel con­testo azien­dale.

1.L’analisi dei dati non strutturati guida nuovi investimenti tecnologici e trasforma le aziende

L’analisi dei dati non strut­turati sta spin­gen­do gli inves­ti­men­ti in hard­ware, con l’obiettivo di riv­o­luzionare diver­si set­tori indus­tri­ali. Una delle ten­den­ze più sig­ni­fica­tive nel panora­ma tec­no­logi­co azien­dale attuale riguar­da la capac­ità di anal­iz­zare gran­di volu­mi di dati. Sia strut­turati sia non strut­turati, attra­ver­so:

  • tec­niche di machine learn­ing, 
  • data sci­ence,
  • intel­li­gen­za arti­fi­ciale; 

sot­to­lin­ea John Kreul, CIO del­la com­pag­nia assi­cu­ra­ti­va Jew­el­ers Mutu­al.

Sec­on­do Kreul, l’impiego di una nuo­va gen­er­azione di chip ad alte prestazioni è fon­da­men­tale per l’addestramento e l’analisi dei dati non strut­turati. Questo svilup­po sta sti­molan­do inves­ti­men­ti su scala glob­ale in AI, poten­za di cal­co­lo e infra­strut­ture di data cen­ter. “Ques­ta evoluzione è cru­ciale per­ché con­sente di offrire espe­rien­ze cliente più flu­ide e per­son­al­iz­zate”, spie­ga. “Gra­zie a stru­men­ti dig­i­tali avan­za­ti, rius­ci­amo a iden­ti­fi­care rap­i­da­mente le infor­mazioni più ril­e­van­ti, miglio­ran­do la veloc­ità del servizio e la qual­ità delle inter­azioni.”  Kreul sot­to­lin­ea inoltre che ques­ta ten­den­za influen­z­erà ogni area dell’azienda, inclusi i ruoli pro­fes­sion­ali, il reclu­ta­men­to e la for­mazione del per­son­ale.

2.Crescono gli investimenti in cybersecurity per fronteggiare i rischi legati all’intelligenza artificiale

Gli inves­ti­men­ti in sicurez­za infor­mat­i­ca stan­no crescen­do in rispos­ta all’aumento dei rischi asso­ciati all’intelligenza arti­fi­ciale. 

Savneet Singh, CEO di PAR Tech­nol­o­gy, azien­da spe­cial­iz­za­ta in soluzioni per il set­tore del­la ris­torazione, evi­den­zia come la sicurez­za dig­i­tale rap­p­re­sen­ti oggi una pri­or­ità impre­scindibile in tut­ti i com­par­ti.

Purtrop­po, l’intelligenza arti­fi­ciale è sta­ta adot­ta­ta più rap­i­da­mente dagli attori malevoli che dagli oper­a­tori onesti, costrin­gen­do l’intero set­tore a rea­gire con mag­giore rapid­ità e atten­zione. Le minac­ce in con­tin­ua evoluzione met­tono a ris­chio ogni orga­niz­zazione.

Sec­on­do Singh, gli hack­er sono spes­so i pri­mi a sfruttare le poten­zial­ità dell’AI per indi­vid­uare vul­ner­a­bil­ità nei sis­te­mi. “Al con­trario, molti pro­fes­sion­isti IT si trovano anco­ra nel­la posizione di dover col­mare questo gap”, aggiunge.

Per affrontare effi­cace­mente queste sfide, Singh sug­gerisce ai CIO e ai loro team di adottare una men­tal­ità sim­i­le a quel­la degli hack­er: “Dob­bi­amo capire quali sono le nos­tre debolezze, immag­inare come ver­reb­bero sfrut­tate da un attac­cante e, soprat­tut­to, come poter­ci man­tenere sem­pre un pas­so avan­ti.”

Josh Orte­ga, vicepres­i­dente per la sicurez­za, la sosteni­bil­ità e l’approvvigionamento di Ver­i­force, azien­da che offre servizi e soft­ware per la ges­tione del­la cate­na di for­ni­tu­ra, sot­to­lin­ea l’importanza di una com­pren­sione appro­fon­di­ta dei rischi legati all’AI. Orte­ga sostiene che i CIO deb­bano col­lab­o­rare con for­n­i­tori spe­cial­iz­za­ti in sicurez­za, dotati di strate­gie e inves­ti­men­ti robusti per con­trastare queste nuove minac­ce. “Serve un cam­bio di par­a­dig­ma nel modo in cui i leader IT gestis­cono l’adozione tec­no­log­i­ca, ponen­do mag­giore atten­zione alla ges­tione dei rischi, alla gov­er­nance e alla col­lab­o­razione tra fun­zioni diverse, così da assi­cu­rare che i sis­te­mi di intel­li­gen­za arti­fi­ciale offra­no val­ore sen­za com­pro­met­tere la sicurez­za.”

3.L’espansione delle piattaforme di gestione del rischio in tempo reale

“Si sta dif­fonden­do sem­pre di più l’uso di piattaforme con­tes­tual­mente intel­li­gen­ti che rac­col­go­no dati da diverse fonti — come dis­pos­i­tivi indoss­abili, sen­sori, sis­te­mi di appal­ta­tori e feed assi­cu­ra­tivi — per offrire aggior­na­men­ti imme­diati su nuovi poten­ziali rischi,” spie­ga Ahmed Hafeez, CTO di Ver­i­force.

Hafeez sot­to­lin­ea inoltre che le trasfor­mazioni recen­ti nel mer­ca­to del lavoro han­no facil­i­ta­to il reclu­ta­men­to di pro­fes­sion­isti alta­mente qual­i­fi­cati da parte dei CIO, per­me­t­ten­do così di raf­forzare e ampli­are i team IT in modi pri­ma impens­abili. 

“Ques­ta com­bi­nazione di una visione più chiara dei rischi e di un acces­so miglio­ra­to ai tal­en­ti sta cre­an­do nuove oppor­tu­nità per trasfor­mare le orga­niz­zazioni.”

4.L’intelligenza artificiale rivoluziona la trasformazione digitale, imponendo nuove priorità

Sec­on­do Fox, ques­ta vol­ta la trasfor­mazione dig­i­tale è conc­re­ta e ben defini­ta. “In pas­sato, era spes­so un con­cet­to gener­i­co e sfuggente, inter­pre­ta­to in modi diver­si a sec­on­da del con­testo.” Oggi, invece, è l’intelligenza arti­fi­ciale a ridefinirne il sig­ni­fi­ca­to e l’impatto.

Per sfruttare appieno questo cam­bi­a­men­to, le imp­rese devono puntare a sem­pli­fi­care i pro­pri sis­te­mi tec­no­logi­ci, i mod­el­li di dati e le modal­ità oper­a­tive, con­siglia Fox. “L’AI non rap­p­re­sen­ta un sem­plice ele­men­to aggiun­ti­vo, ma richiede uno spazio ded­i­ca­to, che si ottiene riducen­do la com­p­lessità e adot­tan­do pratiche rig­orose di ges­tione dei dati e dei pro­ces­si azien­dali.”

Fox evi­den­zia come ci tro­vi­amo in una fase deci­si­va: i CIO che sapran­no puntare sul­la sem­pli­fi­cazione, dare pri­or­ità alla sicurez­za e inte­grare l’intelligenza arti­fi­ciale in modo strate­gi­co rius­ci­ran­no a emerg­ere rispet­to agli altri. 

Al con­trario, chi resterà in atte­sa rischia di subire con­seguen­ze neg­a­tive. Sec­on­do lei, questo è il momen­to di una lead­er­ship tec­no­log­i­ca forte e focal­iz­za­ta sug­li obi­et­tivi di busi­ness, piut­tosto che di un approc­cio pas­si­vo che segue sem­plice­mente le ten­den­ze.

5.I responsabili IT stanno sempre più adottando architetture cloud native e strategie multicloud.

Amit Basu, CIO e CISO di Inter­na­tion­al Sea­ways, impor­tante realtà nel trasporto di petro­lio greg­gio e prodot­ti ener­geti­ci, evi­den­zia che tec­nolo­gie quali con­tain­er, Kuber­netes, server­less com­put­ing e strate­gie mul­ti-cloud garan­tis­cono: 

  • un’alta flessibil­ità, 
  • capac­ità di espan­sione, 
  • robustez­za oper­a­ti­va,
  • sti­molano l’innovazione.

“Questi stru­men­ti per­me­t­tono alle imp­rese di evitare la dipen­den­za da un sin­go­lo for­n­i­tore, miglio­rare le prestazioni a liv­el­lo glob­ale e allineare le capac­ità IT con le esi­gen­ze in con­tin­ua evoluzione del busi­ness.”

Basu evi­den­zia come i CIO e i diri­gen­ti deb­bano svilup­pare strate­gie che: 

  • inte­gri­no ambi­en­ti cloud dis­tribuiti, 
  • affron­ti­no la com­p­lessità oper­a­ti­va cres­cente, 
  • raf­forzi­no sicurez­za e gov­er­nance su piattaforme diverse,
  • assi­curi­no la porta­bil­ità e l’interoperabilità di appli­cazioni e dati.

“Inoltre, sarà fon­da­men­tale poten­ziare le com­pe­ten­ze del per­son­ale per gestire e inno­vare effi­cace­mente in questi ambi­en­ti dinam­i­ci.”

In sin­te­si, il mer­ca­to IT azien­dale è al cen­tro di una trasfor­mazione pro­fon­da, gui­da­ta da inno­vazioni tec­no­logiche e nuove sfide. I leader IT sono chia­mati a essere proat­tivi, adot­tan­do strate­gie flessibili e sicure che val­orizzi­no l’intelligenza arti­fi­ciale. Ma anche, la ges­tione dei dati, la cyber­se­cu­ri­ty e le infra­strut­ture cloud. 

Solo così potran­no garan­tire com­pet­i­tiv­ità, resilien­za e cresci­ta sosteni­bile alle loro orga­niz­zazioni in un con­testo in con­tin­ua evoluzione.

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Imprenditore digitale

Stefano Picchio

Tutto è iniziato nel 2013, momento in cui mi sono interessato al mondo dell'online.
In quegli anni facendo piccoli investimenti di natura finanziaria. Successivamente ho scoperto altri settori di investimento fino a conoscere ed appassionarmi di imprenditoria e digital marketing.
Ora ho uno smart-team di 11 collaboratori sparsi in giro per il mondo con i quali gestisco le mie 3 aziende.

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