Angel investor: nascita e caratteristiche fondamentali

Un Angel Investor, noto anche come Busi­ness Angel, è un investi­tore pri­va­to che decide di sup­port­are eco­nomi­ca­mente una start­up. Ciò, entran­do a far parte del­la soci­età in cam­bio di una quo­ta del cap­i­tale. 

Il suo con­trib­u­to è cru­ciale non solo nell’individuare prog­et­ti impren­di­to­ri­ali promet­ten­ti, ma anche nell’accompagnarne lo svilup­po e favorirne la cresci­ta nel tem­po.

Le origini degli Angel Investor

La figu­ra dell’Angel Investor nasce negli Sta­ti Uni­ti ver­so la fine dell’Ottocento. In quel peri­o­do alcu­ni investi­tori pri­vati, carat­ter­iz­za­ti da una forte propen­sione al ris­chio, iniziarono a finanziare le pro­duzioni teatrali di Broad­way. 

Con il tem­po, il loro rag­gio d’azione si ampliò fino a com­pren­dere inizia­tive impren­di­to­ri­ali di diver­sa natu­ra, tan­to che nel 1933 ven­nero uffi­cial­mente riconosciu­ti come “investi­tori accred­i­tati” dal Secu­ri­ties Act amer­i­cano.

Per facil­itare l’incontro tra investi­tori e impren­di­tori, negli anni suc­ces­sivi fu cre­a­ta ACE-Net, una piattafor­ma telem­at­i­ca pro­mossa da uni­ver­sità ed enti di ricer­ca e sostenu­ta dal­la SBA (Small Busi­ness Admin­is­tra­tion), l’ente statu­nitense ded­i­ca­to al sup­por­to delle pic­cole e medie imp­rese. 

Ques­ta rete rap­p­re­sen­ta­va uno dei pri­mi stru­men­ti dig­i­tali capaci di met­tere in con­tat­to chi cer­ca­va cap­i­tali con chi era dis­pos­to a inve­stir­li.

Dopo il suc­ces­so reg­is­tra­to negli Sta­ti Uni­ti, il mod­el­lo degli investi­tori infor­mali iniz­iò a dif­fonder­si anche in Europa, in par­ti­co­lare nel Reg­no Uni­to, da sem­pre vici­no alla cul­tura impren­di­to­ri­ale amer­i­cana, e nei Pae­si Bassi. Qui si svilup­pò rap­i­da­mente una sol­i­da rete di finanzi­a­tori pri­vati.

Un momen­to deci­si­vo per la cresci­ta del fenom­e­no in Europa arrivò nel 1996, quan­do la Comu­nità Eco­nom­i­ca Euro­pea orga­niz­zò la pri­ma con­feren­za ded­i­ca­ta agli Angel Investor europei. L’evento con­tribuì alla nasci­ta di realtà analoghe in diver­si Pae­si, tra cui Ger­ma­nia, Fran­cia, Bel­gio e Italia.

Tre anni più tar­di, nel 1999, nacque EBAN (Euro­pean Busi­ness Angels Net­work), il net­work europeo dei busi­ness angel, a cui aderì fin da subito anche IBAN (Ital­ian Busi­ness Angel Net­work). L’obiettivo dell’associazione era coor­dinare e svilup­pare i BAN (Busi­ness Angels Net­work), reti ter­ri­to­ri­ali cre­ate per favorire l’incontro tra investi­tori infor­mali e start­up alla ricer­ca di cap­i­tale di ris­chio.

Cosa è successo in Italia

In Italia i pri­mi BAN sorsero a Milano e Venezia: il pri­mo pro­mosso dal BIC La Fuci­na, il sec­on­do, Ban Nordest, svilup­pa­to da Vene­to Inno­vazione Spa, l’agenzia regionale ded­i­ca­ta all’innovazione. 

Negli anni suc­ces­sivi il mod­el­lo si dif­fuse pro­gres­si­va­mente in tut­to il Paese, con­tribuen­do alla cresci­ta dell’ecosistema start­up ital­iano.

Nonos­tante IBAN sia sta­ta fon­da­ta uffi­cial­mente nel 1999, gli inves­ti­men­ti infor­mali era­no pre­sen­ti in Italia già da tem­po, soprat­tut­to nei set­tori più tradizion­ali dell’economia. Si trat­ta­va però di oper­azioni spes­so non strut­turate e dif­fi­cili da clas­si­fi­care sec­on­do le definizioni acca­d­e­miche del­la finan­za tradizionale.

Con il con­sol­i­dar­si del­la cul­tura dell’angel invest­ing, nel 2007 nacque a Milano Ital­ian Angels for Growth, inizial­mente affil­i­a­ta a IBAN e suc­ces­si­va­mente diven­ta­ta indipen­dente. Nel giro di pochi anni il net­work arrivò a riu­nire oltre cen­to investi­tori pri­vati. Nel 2009, invece, venne fonda­to a Tori­no il Club degli Investi­tori, asso­ci­azione che nel tem­po ha coin­volto centi­na­ia di busi­ness angel e sostenu­to decine di start­up e PMI inno­v­a­tive attra­ver­so inves­ti­men­ti mil­ionari.

Gli investitori informali al centro dell’innovazione

Una start­up rap­p­re­sen­ta molto più di una sem­plice nuo­va impre­sa: è un prog­et­to in evoluzione, un’idea des­ti­na­ta a trasfor­mar­si in qual­cosa di con­cre­to e capace di gener­are val­ore. Per­ché questo acca­da, però, non bas­ta avere una buona intu­izione

Ser­vono per­sone dis­poste a credere nel prog­et­to, a sosten­er­lo eco­nomi­ca­mente e a con­di­videre una visione capace di las­cia­re un seg­no reale nel mer­ca­to e nel­la quo­tid­i­an­ità delle per­sone.

In questo sce­nario entra­no in gio­co gli Angel Investor, fig­ure chi­ave dell’ecosistema dell’innovazione. Conosciu­ti anche come investi­tori infor­mali, seed investor o pri­vate investor. Gli Angel Investor sono 

  • pro­fes­sion­isti, 
  • impren­di­tori, 
  • ex man­ag­er.
  • liberi pro­fes­sion­isti;

con una sol­i­da disponi­bil­ità eco­nom­i­ca che deci­dono di inve­stire in start­up, PMI inno­v­a­tive o imp­rese ad alto poten­ziale di cresci­ta.

Oltre al cap­i­tale finanziario, questi investi­tori met­tono a dis­po­sizione:

  • espe­rien­za, 
  • com­pe­ten­ze strate­giche,
  • net­work pro­fes­sion­ali.

Tut­ti ele­men­ti spes­so deter­mi­nan­ti nelle prime fasi di svilup­po di un’azienda. In cam­bio dell’investimento ricevono una quo­ta soci­etaria, entran­do così diret­ta­mente nel­la com­pagine azien­dale e con­div­i­den­do sia i rischi sia le oppor­tu­nità legate alla cresci­ta del busi­ness.

Gli Angel Investor non finanziano soltan­to un’impresa: inve­stono in una visione, accom­pa­g­nan­do gli impren­di­tori nel per­cor­so di trasfor­mazione di un’idea in un prog­et­to con­cre­to e com­pet­i­ti­vo.

Caratteristiche degli Angel Investor

come abbi­amo vis­to, gli Angel Investor sono spes­so ex impren­di­tori, man­ag­er, diri­gen­ti o pro­fes­sion­isti con una sol­i­da espe­rien­za nel mon­do azien­dale. Inve­stono parte del pro­prio cap­i­tale in start­up e imp­rese inno­v­a­tive ad alto poten­ziale di cresci­ta, accettan­do il ris­chio tipi­co di questo tipo di oper­azioni.

A dif­feren­za degli investi­tori isti­tuzion­ali, come fon­di di ven­ture cap­i­tal o pri­vate equi­ty, gli Angel Investor adot­tano un approc­cio più diret­to e per­son­ale. Le deci­sioni di inves­ti­men­to si basano spes­so non solo sui numeri, ma anche sul­la fidu­cia, sull’intuito e sul rap­por­to con l’imprenditore.

Le moti­vazioni che li spin­gono a inve­stire pos­sono essere diverse: dal­la pos­si­bil­ità di ottenere un ritorno eco­nom­i­co nel tem­po fino all’interesse per l’innovazione, al deside­rio di sup­port­are nuovi impren­di­tori e con­tribuire allo svilup­po di prog­et­ti ad alto poten­ziale.

 

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Smart Investor

Alessandro Del Saggio

Investitore, Imprenditore e formatore dal 2014.
Da sempre appassionato di investimenti e business, credo fortemente nella crescita personale e nel dare sempre il meglio di sè.

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