Obbligazioni High Yield: guida completa ai titoli ad alto rendimento

Il mer­ca­to del red­di­to com­prende una vas­ta gam­ma di stru­men­ti finanziari che si dis­tin­guono per carat­ter­is­tiche, dura­ta e liv­el­lo di ris­chio. Le obbligazioni, tra le forme di inves­ti­men­to più dif­fuse in questo ambito, pos­sono offrire rendi­men­ti dif­fer­en­ti in fun­zione del­la loro sca­den­za, dell’emittente e dell’affidabilità cred­i­tizia. Come accade per qual­si­asi inves­ti­men­to, il poten­ziale di guadag­no è stret­ta­mente lega­to al ris­chio: mag­giore è il rendi­men­to atte­so, più ele­va­ta sarà l’esposizione al ris­chio stes­so. Anche il com­par­to obbligazionario segue ques­ta log­i­ca. In lin­ea gen­erale, i titoli di Sta­to emes­si dai gov­erni sono con­siderati tra gli stru­men­ti più sicuri, men­tre le obbligazioni high yield, def­i­nite anche sub-invest­ment grade, rap­p­re­sen­tano la fas­cia più ris­chiosa del mer­ca­to del cred­i­to.

Nei prossi­mi para­grafi  vedremo cosa sono le obbligazioni high yield e per­ché sono con­sid­er­ate ris­chiose.

Cosa sono le obbligazioni High Yield?

Quan­do si par­la di obbligazioni, molti investi­tori pen­sano imme­di­ata­mente a stru­men­ti pru­den­ti, carat­ter­iz­za­ti da rendi­men­ti con­tenu­ti e da una cer­ta sta­bil­ità. Nell’immaginario comune, rap­p­re­sen­tano infat­ti l’alternativa più con­ser­v­a­ti­va rispet­to alle azioni, ide­ale per chi desidera pro­teggere il cap­i­tale e lim­itare la volatil­ità del pro­prio portafoglio. Tut­tavia, il mon­do obbligazionario è molto più arti­co­la­to di quan­to sem­bri.

Le obbligazioni com­pren­dono infat­ti numerose cat­e­gorie di stru­men­ti finanziari, cias­cu­na con speci­fiche carat­ter­is­tiche in ter­mi­ni di ris­chio, rendi­men­to e final­ità d’investimento. Non tutte le obbligazioni sono uguali:

  • alcune priv­i­le­giano la sicurez­za, 
  • altre pun­tano a offrire ritorni più ele­vati assumen­do un liv­el­lo di ris­chio mag­giore. 

Per inve­stire in modo con­sapev­ole è quin­di fon­da­men­tale conoscere le diverse tipolo­gie disponi­bili sul mer­ca­to.

Le obbligazioni high yield sono conosciute anche con il ter­mine inglese junk bond, let­teral­mente “titoli spaz­zatu­ra”. Vedi­amo quali sono le loro pecu­liar­ità, cosa le dis­tingue dalle obbligazioni tradizion­ali e in che modo pos­sono trovare spazio all’interno di una strate­gia di inves­ti­men­to ben diver­si­fi­ca­ta.

Cosa sono i “titoli spazzatura”?

Le obbligazioni high yield, note anche come junk bond, sono stru­men­ti finanziari che offrono rendi­men­ti ele­vati per­ché emes­si da soci­età con­sid­er­ate finanziari­a­mente frag­ili o con un ris­chio di insol­ven­za supe­ri­ore alla media. Pro­prio per com­pen­sare ques­ta mag­giore espo­sizione al ris­chio, gli emit­ten­ti riconoscono agli investi­tori tas­si di inter­esse più alti rispet­to a quel­li delle obbligazioni tradizion­ali.

Ma chi emette questo tipo di titoli? Nel­la mag­gior parte dei casi si trat­ta di aziende che attra­ver­sano dif­fi­coltà eco­nomiche oppure oper­a­no con liv­el­li di indeb­ita­men­to molto ele­vati. Per ottenere liq­uid­ità e con­tin­uare a finanziare la pro­pria attiv­ità, queste soci­età devono quin­di atti­rare investi­tori offren­do cedole par­ti­co­lar­mente inter­es­san­ti.

Le obbligazioni high yield sono carat­ter­iz­zate da una forte volatil­ità e, sot­to diver­si aspet­ti, pos­sono com­por­tar­si in modo sim­i­le alle azioni. Il ris­chio di default più ele­va­to, le lim­i­tate garanzie offerte dall’emittente e la minore affid­abil­ità cred­i­tizia le col­lo­cano infat­ti nel­la fas­cia più spec­u­la­ti­va del mer­ca­to obbligazionario.

Si trat­ta quin­di di inves­ti­men­ti poten­zial­mente red­di­tizi, ma anche par­ti­co­lar­mente ris­chiosi. In alcu­ni casi, infat­ti, l’investitore può subire perdite sig­ni­fica­tive fino ad arrivare alla perdi­ta totale del cap­i­tale investi­to. Questo dimostra come non tutte le obbligazioni pos­sano essere con­sid­er­ate stru­men­ti “sicuri” o a bas­so ris­chio.

Differenze tra obbligazioni high yield e investment grade

La clas­si­fi­cazione di un’obbligazione come high yield dipende dal giudizio espres­so dalle prin­ci­pali agen­zie di rat­ing inter­nazion­ali, tra cui Stan­dard & Poor’s, Moody’s e Fitch Rat­ings. Questi organ­is­mi val­u­tano la solid­ità finanziaria degli emit­ten­ti e asseg­nano un rat­ing che misura la loro capac­ità di rim­bor­sare il deb­ito.

Nelle scale di val­u­tazione, il liv­el­lo “AAA” rap­p­re­sen­ta il mas­si­mo gra­do di affid­abil­ità cred­i­tizia, men­tre i rat­ing più bassi, come “C” o “D”, indi­cano una situ­azione di forte dif­fi­coltà finanziaria o addirit­tura insol­ven­za.

Le obbligazioni con rat­ing pari o supe­ri­ore a “BBB” ven­gono gen­eral­mente def­i­nite invest­ment grade. Si trat­ta di titoli con­siderati rel­a­ti­va­mente sicuri, emes­si da sogget­ti ritenu­ti finanziari­a­mente soli­di, anche se il liv­el­lo di affid­abil­ità può vari­are all’interno del­la stes­sa cat­e­go­ria.

Quan­do invece il rat­ing scende sot­to la soglia “BBB”, il tito­lo entra nell’area spec­u­la­ti­va e viene clas­si­fi­ca­to come high yield. In questo seg­men­to il ris­chio di default aumen­ta pro­gres­si­va­mente, ma allo stes­so tem­po crescono anche i rendi­men­ti poten­ziali offer­ti agli investi­tori come com­pen­sazione per il mag­giore ris­chio assun­to. Esistono inoltre obbligazioni prive di rat­ing uffi­ciale, che pos­sono risultare anco­ra più dif­fi­cili da val­utare sot­to il pro­fi­lo del­la ris­chiosità.

Dal pun­to di vista oper­a­ti­vo, però, le obbligazioni high yield fun­zio­nano in modo molto sim­i­le ai titoli invest­ment grade: entrambe preve­dono il paga­men­to di cedole peri­odiche e il rim­bor­so del cap­i­tale alla sca­den­za. La vera dif­feren­za risiede soprat­tut­to nel rap­por­to tra ris­chio e rendi­men­to.

Perché investire in obbligazioni high yield?

A pri­ma vista potrebbe sem­brare nat­u­rale chieder­si per­ché un investi­tore dovrebbe scegliere le obbligazioni high yield invece delle azioni, soprat­tut­to quan­do l’obiettivo è ottenere rendi­men­ti inter­es­san­ti assumen­do un cer­to liv­el­lo di ris­chio.

In realtà, questi stru­men­ti rap­p­re­sen­tano spes­so una soluzione inter­me­dia: offrono una volatil­ità gen­eral­mente più con­tenu­ta rispet­to a molte azioni. Tut­tavia, allo stes­so tem­po, garan­tis­cono flus­si di red­di­to peri­od­i­ci attra­ver­so cedole spes­so più ele­vate rispet­to alle obbligazioni tradizion­ali. Inoltre, la dura­ta media degli inves­ti­men­ti tende a essere più con­tenu­ta, ren­den­dole inter­es­san­ti per chi cer­ca oriz­zon­ti tem­po­rali meno lunghi.

Pro­prio per queste carat­ter­is­tiche, i bond ad alto rendi­men­to ven­gono spes­so uti­liz­za­ti come com­po­nente di bilan­ci­a­men­to all’interno di portafogli inizial­mente trop­po con­ser­v­a­tivi, con­tribuen­do ad aumentare il poten­ziale di rendi­men­to com­p­lessi­vo. Non a caso, sono fre­quente­mente inclusi in strate­gie diver­sifi­cate tramite fon­di comu­ni o ETF, che com­bi­nano obbligazioni con diver­si liv­el­li di rat­ing per ottimiz­zare il rap­por­to ris­chio-rendi­men­to.

Un ulte­ri­ore ele­men­to da con­sid­er­are è il com­por­ta­men­to di questi stru­men­ti nelle diverse fasi del ciclo eco­nom­i­co. Durante i peri­o­di di cresci­ta e ripresa, anche le soci­età più frag­ili pos­sono miglio­rare la pro­pria situ­azione finanziaria. Ciò, aumen­tan­do i prof­itti e raf­forzan­do la capac­ità di ripa­gare il deb­ito. In questi con­testi, le obbligazioni high yield pos­sono ben­e­fi­cia­re di un con­testo più favorev­ole, offren­do poten­ziali ritorni inter­es­san­ti per gli investi­tori.

Dunque, le obbligazioni high yield pos­sono rap­p­re­sentare una com­po­nente inter­es­sante per chi è alla ricer­ca di rendi­men­ti più ele­vati. Ciò, a con­dizione che vengano inserite all’interno di un piano d’investimento ben strut­tura­to e coer­ente con il pro­prio pro­fi­lo di ris­chio. 

È impor­tante ricor­dare, infat­ti, che si trat­ta di stru­men­ti carat­ter­iz­za­ti da una volatil­ità sig­ni­fica­ti­va e da un liv­el­lo di ris­chio ele­va­to, moti­vo per cui è sem­pre nec­es­saria un’adeguata pru­den­za.

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Smart Investor

Alessandro Del Saggio

Investitore, Imprenditore e formatore dal 2014.
Da sempre appassionato di investimenti e business, credo fortemente nella crescita personale e nel dare sempre il meglio di sè.

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